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Alimentazione dello sportivo

Alimentazione dello sportivo: come recuperare sali minerali, vitamine e proteine

 
Alimentazione dello sportivo: come recuperare sali minerali, vitamine e proteine
Uno sportivo, non solo a livello agonistico ma anche amatoriale, di solito è più attento all’alimentazione e assume spesso integratori nutrizionali di vario tipo. Negli sport a livello agonistico gli integratori possono essere prescritti dai medici dello sport o dai nutrizionisti come supplementi che, accanto a un’equilibrata alimentazione, possono contribuire al raggiungimento dello stato nutrizionale ottimale con il corretto recupero di sali minerali, vitamine e proteine.

Come integrare la perdita di sali minerali e vitamine

La perdita di sali minerali, vitamine e proteine, può richiedere con l’inteso sforzo fisico un’integrazione di nutrienti, dato che non è sempre possibile aumentare la quantità di specifici nutrienti con l’alimentazione. Vitamine e minerali sono micronutrienti fondamentali, soprattutto per chi pratica sport, ma è anche vero che un eventuale surplus vitaminico-minerale raggiunto con il ricorso ad integratori (è difficile che lo si ottiene naturalmente) viene eliminato con le urine oppure è trattenuto nei tessuti con possibili effetti negativi come vomito, diarrea, cefalea e perdita di peso. In particolare, sintomi di tossicità acuta si verificano quando si introducono quantitativi di vitamina A superiori alle capacità di stoccaggio del fegato (ipervitaminosi). La SINU (Società Italiana di Nutrizione Umana) informa che l’assunzione di integratori di vitamina A non dovrebbe superare dosi singole di 120 mg e dosi prolungate nel tempo di 9 mg/die nell’uomo e 7,5 mg/die nella donna. Oltre la vitamina A, è importante anche un recupero delle vitamine del gruppo B, in particolare la B1 e la B12, che sono indispensabili per la trasformazione di proteine, grassi e carboidrati in energia, e, secondo alcuni studi sono direttamente collegate al mantenimento delle prestazioni sportive.

Come integrare le proteine con gli estratti vegetali

Integratori per sportivi Le proteine sono in grado di riparare le strutture muscolari danneggiate ma non possono far crescere il volume, la quantità e la forza dei muscoli di un individuo adulto. Tali aspetti possono essere incrementati prima dei 40-50 anni solo con l’attività fisica, mentre un’alimentazione sufficientemente ricca di proteine riesce piuttosto a contrastare la progressiva perdita di massa muscolare (sacopernia), che di solito ha luogo nelle persone dopo i 50 anni di età. C’è da dire che uno sportivo ha bisogno di più proteine rispetto a un uomo sedentario, soprattutto se lo sport praticato è di alta intensità. Di conseguenza, uno sportivo, oltre ad assumere una dose di carboidrati che costituiscono la principale fonte energetica per i muscoli (sia di immediato utilizzo sia di riserva, sotto forma di glicogeno) e di grassi, altra fonte energetica importante, è necessario che mangi un sufficiente quantitativo di proteine, soprattutto di alto valore biologico. Ci sono alcuni estratti vegetali che possono essere utilizzati per favorire il recupero di proteine. Classici esempi sono la Rhodiola rosea e la Paulinia cupana conosciuta tradizionalmente come Guaranà fonte di caffeina. La Rhodiola è considerata una droga adattogena al pari del ginseng e dell’eleuterococco, migliora la resistenza e le difese di chi l’assume, stimolando l’organismo a reagire positivamente a situazioni di stress psicofisico. Vene utilizzata dagli atleti per migliorare il recupero post allenamento e, per i suoi effetti sul sistema nervoso e sui neurotrasmettitori. I benefici in termini di neurostimolazione e di riduzione di produzione di cortisolo spiegano i possibili miglioramenti in termini prestazionali e di recupero che gli atleti ottengono dall’utilizzo di questa pianta. Secondo gli studi condotti sino ad ora la Rhodiola sembra l’adattogeno più efficace e quindi più indicato per gli atleti, sia per migliorare le prestazioni che per favorire il recupero e ridurre i rischi di sovrallenamento.
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Trattamento naturale delle dermatiti

Cardiospermum halicacabum: cosa è e quali sono gli effetti di questo cortisone naturale

Pubblicato il 26/05/2017
Cardiospermum halicacabum: cosa è e quali sono gli effetti di questo cortisone naturale
Il Cardiospermum halicacabum è un cortisone naturale, ovvero una pianta medicale che ha un effetto simile al cortisone, ma senza le controindicazioni del farmaco.

Caratteristiche del Cardiospermum halicacabum

Il Cardiospermum halicacabum è una pianta che appartiene alla famiglia delle Saponifere, dette così perché contenenti saponine che generano schiuma a contatto con l’acqua. Possiede fiori piccoli e bianchi e la droga, cioè la parte utilizzata a scopo medicinale, è costituita dalle parti aeree fresche della pianta in fiore. Il nome scientifico del genere “Cardiospermum” deriva dall’aspetto dei semi grandi come un grano di pepe, di colore marrone scuro, con un cuore bianco facilmente riconoscibile, e la denominazione “halicacabum” proviene dal greco e significa “barile di sale”.

Le proprietà del Cardiospermum halicacabum

  Il Cardiospermum halicacabum, nel suo estratto vegetale, vanta proprietà antiallergiche e antinfiammatorie in virtù di un effetto simile a quello esplicato dal cortisone e noto come effetto cortison-like. I principi attivi responsabili dell’effetto cortisone sono i fitosteroli contenuti nelle sommità fiorite i quali hanno un’azione antinfiammatoria, idratante, seboregolatrice, antipruriginosa, ma soprattutto sono in grado di stabilizzare le membrane cellulari di pelli e mucose che, in caso di dermatiti, risultano essere meno reattive. In questo modo non viene compromessa la sintesi dell’epidermide e si evitano situazioni di secchezza o assottigliamento della cute frequenti nelle terapie cortisoniche.

La preparazione farmaceutica del Cardiospermum pomata

La pomata a base di Cardiospermum halicacabum concentrato almeno al 5-10%, è sufficiente applicarla 2 volte al giorno sulle zone interessate da lesioni. Questa soluzione offre un fisiologico supporto alle manifestazioni allergiche e infiammatorie accompagnate anche da prurito. Favorisce, inoltre, il ripristino dell’integrità della barriera cutanea irritata. Il vantaggio fondamentale di questo cortisone naturale è la sua elevata sicurezza e tollerabilità, anche se usato per un tempo prolungato. Gli estratti della pianta sono utilizzati per uso topico su pazienti affetti da:
  • psoriasi
  • neurodermiti
  • dermatite allergica
  • dermatite seborroica in acuto
  • in malattie croniche o cronico recidivanti
Il Cardiospermum halicacabum ha dato risultati interessanti anche nel trattamento delle lichenizzazioni con un successo pari al 72%. Questo cortisone naturale è utile anche per lenire la pelle arrossata, nella desquamazione cutanea, nelle punture di insetto e per curare l’eczema da pannolino.
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Dermatiti

Dermatiti: cosa sono e come curarle

  Dermatiti: cosa sono e come curarle
Le dermatiti sono delle infiammazioni della cute che si manifestano con prurito, arrossamento, desquamazioni, gonfiore fino a vere e proprie lesioni della pelle. Le cause sono numerose, difficili da individuare e spesso variano da persona a persona in base alla particolare reazione dell’organismo. Tuttavia, alcuni sintomi sono specifici delle differenti dermatiti che si posso distinguere in:
  • dermatite da contatto
  • dermatite atopica
  • neurodermatite
  • seborroica
e altro.

Dermatiti da punture di insetto

La puntura d’insetto determina nella zona colpita il rilascio di istamina, importante mediatore chimico coinvolto tanto nelle allergie quanto nelle infiammazioni, che, nella zona circostante l’attacco, provoca una dilatazione dei vasi sanguigni con conseguente arrossamento, formazione del tipico gonfiore (denominato “pomfo da puntura d’insetto”) e prurito.

Cura delle dermatiti

Dermatiti da prurito senile

Il prurito senile (eczema asteatosico) è un problema della pelle che va a creare dei disagi alle persone più anziane ed è dovuto ad arrossamenti desquamazione e prurito, principalmente nella zona delle gambe e negli arti superiori. Questo avviene perché con l’avanzare dell’età le pelle va incontro a un invecchiamento fisiologico che porta a uno stato cronico di secchezza causato principalmente da una alterata composizione dei lipidi dello strato corneo e da altre sottili modificazioni nella differenziazione epidermica. I sintomi di questo prurito senile, spesso, sono più importanti in inverno a causa della bassa umidità sia negli ambienti chiusi che all’esterno per l’esposizione al freddo ed al vento.

Come curare le dermatiti

Per alleviare e curare le dermatiti sono utili le creme lenitive emollienti e riepitelizzanti, nello specifico se applicate frequentemente e abbondantemente, soprattutto dopo il bagno, quando la cute è ancora umida. Nutriflog, una crema in grado di svolgere un’efficace azione lenitiva grazie agli estratti vegetali di Cardiospermum halicacabum, pianta riconosciuta nel panorama della fitoterapia per le sue proprietà antinfiammatorie e di Lithospermum erythrorhizon, ad azione antinfiammatoria ed antipruirignosa. L’acido ialuronico ad alto e basso peso molecolare con potere idratante e riepitelizzante, completa il profilo della crema, ideale in caso di pelle sensibile ed irritata.
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Come difendersi dalle zanzare

Come difendersi dalle zanzare tigre con i rimedi naturali

 
Ormai da alcuni anni, oltre alle zanzare autoctone, è apparsa sul nostro territorio anche la zanzara tigre. La zanzara tigre (il cui nome scientifico è Aedes Albopictus) è un insetto originario dell’Asia Sud-Orientale, la quale sembra essere stata importata nel nostro paese attraverso il commercio di pneumatici usati.

Le caratteristiche della zanzara tigre

A differenza dagli alti tipi di zanzare, la zanzara tigre è più piccola e presenta una tipica striatura sulle zampe e sul corpo. Una peculiarità comune con la zanzara nostrana è invece il fatto che è solo la femmina a pungere, per nutrire col sangue le uova che porta in grembo. La puntura provoca però pomfi più grandi e dolorosi rispetto alle zanzare del nostro territorio. La zanzara tigre di solito punge di giorno, preferibilmente al mattino e nel tardo pomeriggio. E’ presente da maggio a ottobre, pur con variazioni relative al clima e alla stagione, dopodiché depone uova dette ”di resistenza”, capaci di superare, anche in assenza di acqua, le rigide temperature invernali e arrivare all’estate successiva. Comunque, in generale, le zanzare incidono la pelle ed iniettano la propria saliva, che contiene una serie di proteine​​ che impediscono la coagulazione, consentendole di “succhiare” il sangue. Sono queste proteine ​​che possono causare la reazione allergica alle punture.

Perché le zanzare sono attratte da noi?

Tra i rimedi naturali che si possono utilizzare per tenere lontane le zanzare possiamo citare: Le zanzare tigre, e tutte le zanzare in generale, sono attratte dalla CO2 che viene rilasciata dal nostro organismo durante la respirazione, ma chiaramente per evitare di attrarle non possiamo trattenere il respiro. Per proteggersi dalle punture delle zanzare esistono alcune regole da rispettare:
  • utilizzare zanzariere o insetto repellenti (in forma di lozioni, spray, stick, zampironi o fornellini elettrici);
  • evitare l’uso di profumi e lacche per capelli.
  • l’olio di Melia azadiracta, detto anche olio di Neem;
  • alcuni oli essenziali come l’olio essenziale di lavanda, con effetto anche lenitivo;
  • il Tea tree oil, e l’olio essenziale di semi di coriandolo una recente novità nel campo delle sostanze naturali ad effetto repellente, ed il Ledum palustre come da tradizione omeopatica.

Come curare la puntura di zanzara tigre

Le punture di zanzara tigre possono causare gonfiori e pomfi pruriginosi di un certo rilievo, a volte accompagnati da dolore e rossore. Gli accorgimenti da adottare sono gli stessi che si usano per la puntura della zanzara nostrana:
  • Applicare un impacco con acqua fredda o ghiaccio per ridurre l’infiammazione e alleviare il dolore (il ghiaccio non va messo a diretto contatto della pelle);
  • Il prurito e la reazione infiammatoria possono essere controllati con una crema simil-cortisonica;
  • Meglio non applicare ammoniaca: oltre ad avere un’efficacia non documentata, può rendersi responsabile, se non opportunamente diluita, di irritazioni locali di un certo rilievo.
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Dieta di segnale

Dieta gift, dieta di segnale
Eccoci a parlare per la prima volta di dieta Gift, uno stile alimentare e non una dieta nel senso di ipocalorica e che pertanto rifiuta il conteggio calorico e soprattutto la sua restrizione.
Il dottor Luca Speciani, suo ideatore, parte dal concetto principale che la dieta deve essere normocalorica.
Per dimagrire infatti bisogna mangiare per quello che si consuma, si deve mangiare ogni giorno senza patire la fame apportando al nostro corpo il giusto apporto di nutrienti.
Ciò che importa infatti sono i segnali che partono dal cibo che noi introduciamo ogni giorno con l’alimentazione e che inviano dei messaggeri (gli ormoni) al nostro ipotalamo, la parte più antica e più istintiva del nostro cervello e da lassù il nostro cervello decide se il cibo che è arrivato è sufficiente oppure no e quindi il metabolismo può essere più o meno veloce.
Nel 1994 è stata scoperta una molecola chiamata leptina che viene secreta dalle nostre cellule adipose in condizioni di normocaloricità.
Se circola leptina il nostro ipotalamo spegne il senso di fame e attiva il nostro organismo in modalità consumo; se non circola leptina il nostro ipotalamo si blocca sulla modalità accumulo, cerca di sprecare il meno possibile e mantiene alto il senso di fame nella speranza che prima o poi dell’altro cibo possa arrivare.
Ecco che mangiare a sufficienza è la prima regola per attivare il metabolismo.
Vi sono altri trucchi che uniti insieme permettono al nostro corpo di riattivarsi al meglio e investire in muscolo a discapito del grasso e che via via cercheremo di illustrare nei prossimi articoli che troverete su questo sito.
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Malattie da raffreddamento stagionali

Come curare le malattie da raffreddamento stagionali

Come curare le malattie da raffreddamento stagionali
Le patologie da raffreddamento sono le malattie che si verificano più spesso, soprattutto con l’arrivo della stagione fredda, in quanto le difese immunitarie si abbassano e l’organismo è più soggetto agli attacchi di agenti patogeni.

I virus che causano le patologie da raffreddamento

Le infezioni da raffreddamento possono essere causate da virus differenti, a seconda delle stagioni, come:
  • Coronavirus, che colpisce più frequentemente in inverno;
  • Rhinovirus, che sono più aggressivi nella tarda primavera.

I sintomi delle malattie da raffreddamento

Le malattie da raffreddamento si manifestano con sintomi ben specifici:
  • secrezione nasale;
  • frequenti starnuti;
  • difficoltà nella respirazione;
  • lacrimazione;
  • mal di gola;
  • mal di testa; tosse;
  • sensazione di indolenzimento;
  • lieve aumento della temperatura corporea.

Come si curano le malattie da raffreddamento

Solitamente le malattie da raffreddamento si curano con medicinali di automedicazione che intervengono sui sintomi, senza però agire direttamente sulla causa. Un’altra soluzione è quella di stimolare e sostenere le difese immunitarie dell’organismo per accelerare il naturale processo di guarigione. Per esempio, si possono usare degli integratori per aumentare le difese immunitarie, come il Nutridef Flu, prodotto creato appositamente per migliorare la risposta del sistema immunitario all’aggressione degli agenti patogeni, risultando molto utile nel trattamento sintomatico delle patologie respiratorie.
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